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    Start Up e PMI innovative
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    Costituire una comunità energetica
    Cosa sono, come funzionano, benefici e sviluppi

    Le comunità energetiche costituiscono una nuova modalità democratica di partecipazione al mercato, per ridurre i consumi e i costi dell’energia. Focalizzate sulla figura dei prosumers, consumatori che si aggregano per auto-produrre e scambiare, esse possono anche comprendere la gestione di parte del sistema energetico, godere di incentivi, sconti in bolletta e contributi del Pnrr per realizzare gli impianti.

    Che cosa sono e come funzionano

    Immaginiamo che alcune famiglie di un piccolo Comune si associno con dei piccoli commercianti, alcuni imprenditori e con il Comune e decidano di costruire piccoli fotovoltaici e magari una pala di mini eolico su terreni inutilizzati o su tetti privati o comunali. Il tutto nel territorio dello stesso Comune e a valle della stessa cabina primaria, così da usare una porzione di rete “locale”. La comunità viene costituita come una associazione o un consorzio, ad esempio, e questi consumatori diventano prosumers e usano i loro impianti per scambiare energia.

    L’autoconsumo può avvenire anche “virtualmente”, cioè senza necessità che l’energia prodotta sia “fisicamente” la stessa consumata, non serve un cavo elettrico che collega direttamente impianto di produzione e punto di prelievo. In altre parole, la comunità energetica rinnovabile può auto-consumare tutte le volte che i suoi impianti producano energia, magari nell’area appena fuori dal centro abitato dove sono stati istallati oppure sui tetti degli edifici, e i membri della comunità sparsi nel Comune stiano prelevando nello stesso momento energia dalla rete, anche se distanti e scollegati dall’impianto che produce. Nell’esempio, le macchine elettriche si ricaricano presso le colonnine della comunità, auto-consumando e sfruttando anche sistemi di stoccaggio per conservare l’energia auto-prodotta. Per progettare e costruire gli impianti e per la ripartizione dei risparmi e degli incentivi si richiederà una consulenza a una ESCo o altri professionisti e si utilizzerà un software o una app con cui monitorare gli scambi e i benefici.

    Le comunità energetiche si distinguono in CER (comunità energetiche rinnovabili) e CEC (comunità energetiche dei cittadini) che possono anche essere più complesse e arrivare a gestire oltre alla generazione e scambio di energia, anche la distribuzione, la fornitura, lo stoccaggio dell'energia, i servizi di efficienza energetica e i servizi di ricarica, consentendo un empowerment locale molto ampio.

    Benefici ambientali, economici e sociali

    Sono molteplici: ambientali, perché si autoproduce energia pulita nel Comune, economici perché non si paga l’energia auto-consumata da case, negozi, fabbriche e scuole quando gli impianti stiano producendo e poi si ha diritto a una tariffa incentivante per vent’anni (al momento fissata in ben 110 Euro per ogni MWh prodotto) e a ulteriori sconti in bolletta (alcune componenti regolate per un valore stimato in altri 10 Euro circa a MWh). Vi sono anche benefici sociali, aggregandosi i membri possono realizzare impianti più grandi e funzionali, rendersi più autonomi rispetto ai grandi fornitori e combattere la povertà energetica.

    La realizzazione degli impianti viene agevolata con finanziamenti a tasso zero messi a disposizione dal PNRR e/o la realizzazione può essere affidata a operatori del mercato (come ad esempio le ESCo) che costruiscono gli impianti e li “affittano” alla comunità, ricevendo in cambio un canone, corrispondente a una porzione dei benefici spettanti.

    Chi può partecipare

    Le comunità energetiche rinnovabili devono essere controllate esclusivamente da persone fisiche, piccole e medie imprese, enti territoriali e autorità locali (es. comuni), gli enti di ricerca e formazione, gli enti religiosi, quelli del terzo settore e di protezione ambientale.

    La partecipazione è aperta a tutti i consumatori, compresi quelli appartenenti a famiglie a basso reddito o vulnerabili.

    Sviluppi futuri di grande interesse

    Entro metà anno 2022 le regole saranno completate e si prevede che gli operatori di mercato (ESCo in prima linea) stimoleranno le comunità locali a creare e gestire soprattutto molte CER, sfruttando gli incentivi e i benefici decisamente interessanti a disposizione. Il Pnrr mette a disposizione 2,2 miliardi di Euro, con l’obiettivo di realizzare 2000 MW ma c’è chi sostiene che con questi mezzi si possa arrivare anche al doppio della potenza installata di impianti rinnovabili inseriti nelle CER dei piccoli comuni, con finanziamenti a tasso zero fino al 100% dei costi di realizzazione. 

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